Bambini oppositivi. 13 trucchi per contenerli senza perdere la calma.
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bambini oppositivi

Bambini oppositivi: 13 trucchi per ritrovare la calma.

Con i bambini oppositivi è più facile perdere la calma e alimentare la loro irrequietezza. Ecco 13 trucchi pieni d’amore per contenerli senza minare la relazione.

Leo è mio figlio “mezzano”, posto notoriamente scomodo. È sensibile, ostinato, secondo la letteratura pedagogica: oppositivo. Chi ha partecipato ai miei corsi lo conosce bene perché condivido tanti aneddoti della nostra relazione, per chiarire meglio alcuni concetti ai genitori e agli insegnanti presenti.

Per anni mi sono relazionata con Leo come avevo fatto con Tom, il fratello maggiore. Ciò che aveva funzionato con Tom lo riproponevo a Leo, ma con lui non funzionava.

Fin dalla nascita Leo era come un temporale estivo, pronto a scatenarsi in qualsiasi momento e io, per proteggermi dall’acquazzone ero diventata accomodante… in due parole: non sapevo contenerlo.

I BAMBINI OPPOSITIVI HANNO BISOGNO DI ASCOLTO!

Negli anni ho imparato ad ascoltarlo. L’ascolto di Leo è stato davvero difficile! Dove io sentivo “Lasciami fare!” lui urlava “Dammi un confine!”. Contemporaneamente sembrava ribellarsi con tutte le sue forze a quel confine e io ero sempre più confusa, stanca (esaurita!) e preoccupata: non lo sopportavo più! Non sopportavo più neanche chi mi fermava per dirmi quanto fosse figo, avanti, un campione. Io vedevo solo un torturatore che aveva preso in ostaggio me e tutta la mia famiglia con le sue esplosioni emotive.

Cosa ho fatto? Mi sono messa al lavoro su me stessa (ancora una volta), in ascolto di tutte le emozioni che mi attraversano quando siamo insieme. Le mie! Per poter meglio sentire, accogliere e contenere le sue.

L’ascolto è diventato più profondo, l’osservazione più precisa, la mia presenza più efficace. Mi fermo per poter fermare lui.

Un giorno mi disse “Io non so decidere mamma, neanche tra una banana e una pera e allora mi scoppia il cervello e non capisco più niente. Poi il cervello ricresce e sto meglio. Ma credo che il mio cervello scoppierà sempre. Anche quando sono troppo felice, mi scoppia il cervello.”

NON ESISTONO BAMBINI OPPOSITIVI.

I bambini come Leo non sono realmente oppositivi e provocatori. I bambini come Leo sono tanto, tanto vivaci e hanno una sensibilità incredibile che non riescono a gestire. Spesso sono  bambini con un talento motorio e una intelligenza emotiva particolarmente sviluppati. Quando provano emozioni intense (cosa che accade molto spesso durante la giornata)  sentono il lato oscuro prendere il sopravvento e lo combattono aggressivamente perché si identificano in quella parte negativa di sé, quella che gli adulti gli rimandano continuamente, quella oppositivà e provocatoria appunto, quella che “non va bene!”. Il bambino quindi si rivolta contro se stesso perché rifiuta quella parte di sé e lo fa coinvolgendo le persone che ama di più e con le quali, in fondo, sente di potersi aprire.

Insomma, rimanere stabili accanto a un bimbo così… è un lavoro di cesello fisico ed emotivo. La soluzione? NON PERDERE MAI DI VISTA LA RELAZIONE.

13 TRUCCHI PIENI D’AMORE PER CONTENERE UN BAMBINO “OPPOSITIVO”:

1. Ogni volta che sento che sta per succedere qualcosa prendo contatto con me stessa: dove mi trovo, con chi sono, cosa stiamo facendo, come mi sento?

2. Veloce analisi della situazione presente: Cosa sta succedendo? Cosa lo ha fatta scattare? Leo di cosa ha bisogno in questo momento? Cosa posso concretamente per disinnescare questa crisi? Posso accettare che non sia una soluzione e stare accanto a lui senza farmi accendere dalle sue emozioni?

3. Se non c’è soluzione mi preparo a lunghi momenti di tensione.

4. Come affronto la tensione? Mettendo al centro la relazione… sempre.

5. Cerco dentro di me tutta la tenerezza che provo per mio figlio, spesso andando a ripescare il primo sguardo, i primi passi, le parole buffe.

6. Mettendo al centro la relazione non prendo la sua reazione sul personale, lascio a lui la responsabilità delle sue emozioni e mi tengo le mie.

7. Gli sto accanto come acqua sul fuoco. Mi fermo un attimo prima di scattare, NON VOGLIO PUNIRLO PERCHE’ MI STA CREANDO TUTTA QUESTA FATICA.

8. Mi ripeto: lo amo!

9. Non cedo alle sue richieste infinite, alla sua ricerca dell’oltre. Sto! La sua richiesta è “Dammi un limite” e io sono quel limite, divento il suo limite, ciò che lui ancora non è in grado di essere.

10. Sono salda dentro di me, non mi agito alla spasmodica ricerca di qualcosa che lo faccia smettere. Perché è in quello spazio in cui mi perdo che si perde anche lui.

11. Ho imparato a fregarmene di chi ho intorno. Non mi interessa ciò che possono pensare in quel momento, so che mi giudicano ma il loro giudizio non mi è utile.

12. Respiro e glielo dico: “Amore respiro forte per portare aria fresca dentro di me per poterti aiutare meglio”. Questo sta diventando un’abitudine anche per lui.

13. Vado oltre la sua rabbia e cerco di identificare l’emozione alla base che l’ha scatenata, agendo su quella possiamo affrontarla meglio, perché la rabbia è originata da una emozione più profonda, può essere frustrazione, imbarazzo, dispiacere.

Ieri Leo in auto mi ha detto “Mamma, ti sei accorta che da un po’ di tempo mi arrabbio meno e quando succede mi calmo prima?”

Sì amore mio, sì! Me ne sono accorta ☺

PS: nella foto c’è Leo che si finge Neo, in Matrix 😉

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