educazione responsabile Alli Beltrame

[CALENDARIO DELL’AVVENTO PER GENITORI RESPONSABILI DI FIGLI FELICI] 1-6 dicembre

🎄 [CALENDARIO DELL’AVVENTO PER GENITORI RESPONSABILI DI FIGLI FELICI] GIORNO 1 🌟

“[…] Come madre di figli maschi questo è un assunto imprescindibile del mio agire educativo: il rispetto del no altrui, con un’attenzione particolare alle azioni compiute sul corpo. Se qualcuno dice no, ci si interrompe subito, senza discutere.

Allo stesso modo rispetto i momenti in cui una coccola viene rifiutata e difendo i miei figli da amici e parenti che pretendono un bacio o un abbraccio. Nessuno deve essere costretto al contatto fisico, in qualsiasi forma.
Educare i bambini a rispettare il limite corporeo altrui e soprattutto educarli a non cedere al contatto fisico quando non sentono una disponibilità interiore, li protegge dalle aggressioni sessuali.
Ne parlo spesso nei miei seminari: i genitori hanno molta paura dei pedofili, ma spesso ignorano che la protezione nasce in famiglia e il primo passo è proprio il rispetto dei limiti fisici stabiliti dal bambino.”

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PS: non ci saranno troppi baci e abbracci quest’anno, ma non sarà sempre così 😉 La zia Mariuccia che fa l’offesa perché il pargolo non le schiocca il bacio sotto al vischio, tornerà più richiedente che mai 😉

🎄[CALENDARIO DELL’AVVENTO PER GENITORI RESPONSABILI DI FIGLI FELICI] GIORNO 2 🌟

“[…] è proprio inutile ripetere: “Insomma, te l’ho detto mille volte e non l’hai ancora capita?”. Il bambino piccolo non riesce a interiorizzare i messaggi per trarne una esperienza e utilizzarla in futuro perché il suo aspetto istintivo prevale, non perché non ti ascolti!

Per “piccolo” intendo intorno agli 8 anni, età nella quale inizia il processo di sviluppo della meta cognizione. Inizia… quindi non pretendere che soffiando 8 candeline diventi improvvisamente riflessivo e giudizioso 😉

Immagina un bambino che non vuole scendere dall’altalena al parco giochi mentre tu gli spieghi che tra poco dovrete tornare a casa: la sensazione di divertimento che provoca stare sull’altalena avrà sempre la meglio sulle tue parole, perché lui è immerso nel presente e in quella sensazione di benessere. I bambini sono l’essenza del QUI E ORA.

Allora potrebbe funzionare un rituale per rendere più efficace un messaggio (“Ti spingo ancora dieci volte e poi scendiamo”), dato che il canale razionale non lo aggancia. Spesso però questo non basta…”

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🎄 [CALENDARIO DELL’AVVENTO PER GENITORI RESPONSABILI DI FIGLI FELICI] GIORNO 3 🌟

“[…] La grande abilità del bambino è il QUI ED ORA: in un attimo infatti passa dalle lacrime al sorriso, in un attimo si lascia attrarre e distrarre da un nuovo stimolo che lo cattura. Questa qualità, purtroppo, viene spesso scambiata dagli adulti per superficialità e, proprio per questo, viene talvolta ostacolata.

“Ah ecco, hai fatto il monello per due ore; adesso che ti è passata in un attimo, vuoi giocare. A me però non passa così velocemente e quindi sono ancora arrabbiato e non gioco.”

Così il bimbo ripiomba in uno stato di frustrazione con conseguente crisi. Il genitore, davanti alla nuova crisi, incolpa il bambino di tale comportamento; in realtà, ad uno sguardo attento e competente, risulta chiaro come sia stata l’incapacità di distacco emotivo dell’adulto a far ripartire il mood negativo.”

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🎄 [CALENDARIO DELL’AVVENTO PER GENITORI RESPONSABILI DI FIGLI FELICI] GIORNO 4 🌟

“Le ricerche in merito all’infanzia hanno rilevato che, nell’età tra 3 e 6 anni, i bambini partono da un’iniziale situazione di completa incomprensione della funzione della regola.
In quella fascia di età i piccoli ritengono che tali regole siano create dall’adulto e siano immodificabili.

In un clima di rispetto e non giudizio, lentamente acquisiscono consapevolezza della:
• funzione delle regole = mettere tutti nella stessa condizione
• della loro natura contrattuale = la regola, nella condivisione, si può modificare.

La stessa cosa vale per la presa di coscienza dei valori, è anch’essa graduale.

Teniamo presenti due cose:
1. I bambini hanno la tendenza a considerare gli adulti come persone che non sbagliano mai.
2. Il realismo del bambino inteso come tendenza a dare più importanza agli effetti visibili di un’azione piuttosto che alle intenzioni.

Per esempio: un bambino che corre chiamato dall’insegnante e fa cadere a terra involontariamente 5 giochi che si rompono ha un impatto maggiore rispetto a chi ne rompe solo uno litigando col compagno.”

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🎄 [CALENDARIO DELL’AVVENTO PER GENITORI RESPONSABILI DI FIGLI FELICI] GIORNO 5 🌟

“[…] Quando ero piccolo adoravo il circo, mi piacevano soprattutto gli animali. Ero attirato in particolar modo dall’elefante che, come scoprii più tardi, era l’animale preferito di tanti altri bambini. Durante lo spettacolo quel bestione faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune… Ma dopo il suo numero, e fino a un momento prima di entrare in scena, l’elefante era sempre legato a un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe. Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno soltanto per pochi centimetri. E anche se la catena era grossa e forte, mi pareva ovvio che un animale in grado di sradicare un albero potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire. Era davvero un bel mistero. Che cosa lo teneva legato, allora? Perché non scappava?

Quando avevo cinque o sei anni nutrivo ancora fiducia nella saggezza dei grandi. Allora chiesi a un maestro, a un padre o a uno zio di risolvere il mistero dell’elefante. Qualcuno di loro mi spiegò che l’elefante non scappava perché era ammaestrato. Allora posi la domanda ovvia “Se è
ammaestrato, perché lo incatenano?”. Non ricordo di aver ricevuto nessuna risposta coerente.
Con il passare del tempo dimenticai il mistero dell’elefante e del paletto, e ci pensavo soltanto quando mi imbattevo in altre persone che si erano poste la stessa domanda.
Per mia fortuna, qualche anno fa ho scoperto che qualcuno era stato abbastanza saggio da trovare la risposta giusta: l’elefante del circo non scappa perché è stato legato a un paletto simile fin da quando era molto, molto piccolo.
Chiusi gli occhi e immaginai l’elefantino indifeso appena nato, legato al paletto. Sono sicuro che, in quel momento, l’elefantino provò a spingere, a tirare e sudava nel tentativo di liberarsi. Ma nonostante gli sforzi non ci riusciva perché quel paletto era troppo saldo per lui.
Lo vedevo addormentarsi sfinito, e il giorno dopo provarci di nuovo, e così il giorno dopo e quello dopo ancora… Finché un giorno, un giorno terribile per la sua storia, l’animale accettò l’impotenza rassegnandosi al proprio destino.

L’elefante enorme e possente che vediamo al circo non scappa perché, poveretto, crede di non poterlo fare. Reca impresso il ricordo dell’impotenza sperimentata subito dopo la nascita. E il brutto è che non è mai più ritornato seriamente su quel ricordo. E non ha mai più messo alla prova la sua forza, mai più…[…]”

J. Bucay – Lascia che ti racconti, storie per imparare a vivere.
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Quando ho letto questa storia ho pianto, perché ho visto e sentito alcuni episodi della mia infanzia e dell’infanzia dell’umanità.

🎄 [CALENDARIO DELL’AVVENTO PER GENITORI RESPONSABILI DI FIGLI FELICI] GIORNO 6 🌟

“[..] La rabbia, per esempio, è quell’emozione che ci fa mettere le mani avanti, ci fa dire “STOP! Questa cosa non la voglio, non la accetto, non la tollero. È troppo!”; nasce dalla tendenza a difendersi di fronte a un attacco o a proteggersi da un’intrusione.

La rabbia quindi non è di per sé giusta o sbagliata, adeguata o inadeguata, positiva o negativa.

LA RABBIA è un’emozione e come ogni emozione ha la sua funzione.

È evidente che non possiamo nemmeno decidere in anticipo quali emozioni provare nelle circostanze della vita. Possiamo però avere un approccio costruttivo quando ci attraversano, anche rispetto all’ira, demonizzata e mal tollerata nella nostra società.[…]”

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