Come trasmettere la buona educazione

Pur essendo una persona libera da convenzioni e condizionamenti sociali forti, sono una sostenitrice della “buona educazione” intesa come un impianto di regole di buon senso che aiutano le persone a vivere in un clima di sostegno, serenità, salute e rispetto.

Quindi le mani pulite aiutano a non ammalarsi continuamente e a non diffondere microbi e batteri.
Salutare e ringraziare aiuta a mantenere pace nei rapporti.
Non masticare a bocca aperta aiuta a non rovinare il pranzo a chi hai di fronte… e così via.

La mia maggior fatica però è proprio quella di aiutare i miei figli ad adattarsi queste norme, perché la tendenza dei piccoli è quella di seguire con costanza l’impulso dell’apprendimento che scatta sul momento.

La formula più efficace sperimentata nei miei 13 anni di maternità, con ben 3 giovani esseri umani molto diversi tra loro è: buon esempio + tolleranza + togli il piede dall’acceleratore.

Quindi: BUON ESEMPIO – lavati le mani ogni volta che desideri che lo facciano anche loro, meglio ancora farlo insieme in un clima di allegria “Vediamo se dalle mie mani scende più nero che dalle tue…” TOLLERANZA – se talvolta oppongono resistenza, può andare bene anche un asciugamano bagnato, passato sulle manine – TOGLI IL PIEDE DALL’ACCELERATORE – sono bambini, hanno una percezione del tempo diversa da noi adulti (la loro è quella giusta, naturalmente “qui e ora”), ogni volta che è possibile, lascia il tempo di finire ciò che stanno facendo “Amore, sei tanto concentrato su quel gioco, quando finisci ci laviamo le mani perché la cena è pronta ed è così buona adesso che è calda”.

Quando una persona si sente compresa, qualsiasi età abbia, è più felice e chi si sente felice e compreso, collabora più volentieri.

Ricorda: la relazione viene prima di tutto!