Aspetta un attimo

Aspetta un attimo

“Aspetta!” Quando i miei figli mi dicono “Aspetta!” se non sono centrata, in quel momento scatta un interruttore che mi chiude la vena.

Eppure io sono la prima che abbonda con questo termine odioso “Amore arrivo, aspetta un attimo.” – “Aspetta 5 minuti però.” – “Oh ma possibile, aspetta un attimo no?!” –  “Aspetta che finisco questa cosa e ci sono.”

Le richieste di attesa e pazienza verso i bambini sono infinite, poi quando capita a loro, diamo i numeri, ci sembra una mancanza di rispetto.

 

Per evitare che queste tre sillabe si trasformassero in un’arma casalinga (e quotidiana) ho usato questo trucco: quando uno dei miei figli mi dice “Aspetta” io faccio tre respiri e  mi avvicino “Cosa stai facendo di così interessante amore, posso vedere anche io?”

Queste dieci parole e i pochi minuti che seguono, sono preziosi: trasmettiamo empatia, amore e rispetto; ci diamo l’occasione di conoscere meglio i loro interessi (crescono in fretta, non date per scontato di sapere sempre tutto di loro), allentiamo la morsa dello stress per il tempo che fugge (ma che diavolo abbiamo da fare sempre così di corsa).

Dieci parole che fanno la differenza.

Che non innescheranno crisi da gestire, facendoci sprecare ancora più tempo. Al contrario, con questa apertura verso di loro abbiamo grandi possibilità di sveltire i tempi di risposta da parte loro e di ottenere collaborazione.

Ricorda: la relazione viene prima di tutto!



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