Emozioni positive ed emozioni negative

Emozioni positive ed emozioni negative

Che si parli di comunicazione efficace, di relazioni o di meditazione, l’argomento comune a tutti i miei corsi è: l’emozione.

In quanto esseri umani le emozioni sono la base su cui appoggiamo la nostra esistenza. Le emozioni condizionano le nostre azioni.

Un aspetto interessante rispetto al potere condizionante delle emozioni è il modo in cui le definiamo: positive e negative.

In queste due parole spesso sta il grande fraintendimento che si riflette sui nostri comportamenti, anche come genitori e insegnanti.

Di fronte a una emozione negativa, per esempio, l’impulso è quello di intervenire per liberare subito il bambino da tanto orrore.

Le emozioni però hanno una funzione ben precisa, come sostiene lo psicologo statunitense Robert Plutchik “Le emozioni primarie sono biologicamente primitive e si  sono evolute in modo da consentire alle specie di sopravvivere.” (1980).

 La parola emozione deriva da latino E-MOVERE, ovvero: tendenza ad agire. Le emozioni ci guidano verso l’azione. La paura ad esempio predispone alla fuga mentre la rabbia è un avvertimento per chi abbiamo di fronte.

Le emozioni quindi non sono positive o negative, sono necessarie alla nostra esistenza.

Possiamo però definirle PIACEVOLI o SPIACEVOLI.

Osservando un particolare stato emotivo come funzionale ed eventualmente spiacevole, si indebolisce così l’idea di impatto negativo che può avere, su di noi ma soprattutto su chi amiamo.

Prova a percepire dentro di te la differenza tra queste affermazioni:

  • mio figlio prova una emozione negativa,
  • mia figlia prova una emozione spiacevole.

Davanti alla negatività l’impulso è quello di cancellare tutto, sradicare, scappare, non vedere, dimenticare. Qualcosa di spiacevole invece si può affrontare, migliorare, superare.

Quando i genitori si rivolgono a me per affrontare un momento difficile o complicato, questo piccolo cambio di prospettiva fa subito la differenza; permette di lavorare sul qui e ora in modo efficace e costruttivo, senza drammatizzare.

In questo clima sicuramente empatico ma meno emotivo è più semplice aiutare i piccoli a ritrovare serenità e calma.

E tu come hai definito le emozioni fino ad oggi?

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