genitore anaffettivo

Empatia | Video | Cosa causa nei bambini la mancanza di contatto.

L’empatia è la capacità di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva del tuo bambino.

Ogni genitore ha la capacità di partecipare intimamente e immedesimarsi totalmente nei bisogni emotivi dei propri figli.

Seguendo il proprio istinto e la propria unicità, ogni genitore può trovare in se stesso un approccio educativo empatico e basato sul contatto. Non un metodo quindi ma una modalità adatta alle proprie inclinazioni e alle proprie risorse.

Liberandosi da condizionamenti e pregiudizi dettati dalla propria educazione e dalla cultura e spesso imposti dagli stereotipi commerciali, ogni genitore non potrà che riconoscere nell’empatia e nel contatto un bisogno fisiologico del proprio bambino.

“Nella nostra cultura la maggior parte dei bisogni irrinunciabili dei bambini viene fatta passare come un possibile vizio.”
A. Bortolotti – E se poi prende il vizio.

Il pregiudizio sostiene che tenere spesso in braccio il proprio bambino, accompagnarlo nel sonno tenendolo accanto nel lettone, assecondarlo nella sua richiesta di allattamento è l’anticamera di persone infelici, dipendenti, bamboccioni insopportabili.

La paura di viziare porta i genitori a negare a se stessi il contatto e reprimere le manifestazioni empatiche e questo ha delle ripercussioni sulla salute psicofisica dei bambini.

Le neuroscienze, la psicologia e la pedagogia concordano nell’evidenziare gli effetti negativi, anche a lungo termine, di una relazione anaffettiva con i bambini e nella quale il contatto è ripetutamente negato

Ci sono moltissimi libri sull’argomento e ormai vi è una buona diffusione anche in rete di articoli autorevoli tradotti e pubblicati su siti altrettanto autorevoli.

Diffondere queste teorie e queste pratiche riteniamo sia il compito di ogni persona cosciente dell’importanza di una educazione basata sull’empatia sia per la salute del bambino, che per il benessere della collettività.

Vogliamo condividere con voi alcuni materiali che abbiamo trovato online e che riteniamo validi, indispensabili e utili per difendere e diffondere la scelta di una educazione empatica.

In questo video, con immagini per noi molto forti, sono riepilogate le prove che mettono in evidenza come lasciar piangere a lungo un neonato o un bambino possa avere effetti negativi sul cervello. Scienza e comunità medica, attraverso scansioni celebrali, hanno dimostrato che lasciar piangere i bambini può modificare lo sviluppo del cervello.

Le conseguenze che la mancanza di contatto può avere in età adulta sono state affrontate e riepilogate anche sul sito di psicologia, www.psicodvisor.com, qui puoi leggere l’articolo completo.

Un altro studio ha invece messo in evidenza le modifiche al DNA direttamente collegate alle mancanza di cure materne. Al momento l’esperimento è stato fatto su cavie e ha messo in evidenza come la mancanza di cure materne potrebbe modificare il DNA umano e predisporlo a malattie come la depressione e la schizzofrenia : leggi qui 

In questo articolo, James McKenna, antropologo e ricercatore sulla SIDS, elenca quelle che lui definisce le “aspettative biologiche” del neonato rispetto alla sua esperienza di sonno.

Ma perchè si continua a ritenere vizi le risposte ai bisogni dei più piccoli se le evidenze scientifiche dimostrano il contrario?

La cultura popolare, i pregiudizi e i condizionamenti sono difficili da superare anche perché continuano ad essere sostenuti da una industria di prodotti dell’infanzia e da un marketing aggressivo che ha bisogno di questi pregiudizi per continuare a vendere.

In questi giorni ci stiamo interrogando moltissimo su questi temi che saranno approfonditi durante il workshop SOS GENITORI: EMPATIA E PAURA DI VIZIAREAlessandra Bortolotti e Alli Beltrame stanno lavorando instancabilmente per il ristretto numero di genitori che avrà l’opportunità di partecipare a questo primo workshop interamente dedicato all’empatia e al contatto.

Educazione Responsabile Team

 

 

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