Invece di dire “Se non ti muovi me ne vado”

“Se non ti muovi me ne vado!” è una minaccia che destabilizza fortemente i bambini perché fa riferimento all’abbandono e per un bambino l’abbandono rappresenta la fine.

Con queste poche parole stimoliamo un’emozione negativa per ottenere ciò che ci serve in quel momento, per soddisfare un nostro bisogno.

Quando siamo di fretta, esasperati dalle contingenze e sopraffatti dalla stanchezza spesso utilizziamo alcuni frasi d’impatto per riuscire a farci ascoltare.

Se ci rivolgiamo con “La mia mano sta aspettando la tua per andare” il bambino vivrà la spersonalizzazione del messaggio e si concentrerà sull’oggetto della frase: l’immagine della mano che aspetta risveglia in lui la sensazione dell’incontro, del fare insieme, dello stare insieme.

Questo è un linguaggio efficace perché appartiene alla dimensione magica che caratterizza il suo modo di stare nel mondo e di percepirlo.

A quel punto la sua mano si incontrerà con quella che la sta aspettando.

[tratto dal libro di Alli Beltrame e Laura Mazzarelli “Invece di dire … Prova a dire …” Mondadori]

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