L’ennesimo biscotto prima di dormire

L’ennesimo biscotto prima di dormire

Tempo di lettura circa 3’

Ieri sera Greg, 4 anni l’ultimo cucciolo di casa, si presenta in camera con un pacco di biscotti e una richiesta.

G – Mamma ho fame, vorrei latte e cereali.

Spesso succede che abbia fame al momento della nanna.

A – “Amore prima di andare a lavarci ho chiesto “Chi ha fame me lo dica ora perché quando mi infilerò a letto non avrò più le forze di alzarmi, oggi sono molto stanca” e io adesso non ho più intenzione di venire in cucina a preparare amore, mi dispiace. Puoi mangiare un biscotto qui però.”

G – “Ma… Mammaaaaa… latte e cereali è facile da fareeeeeee… devi prendere la tazza, versare i cereali e coprirli di latteeeeee.”

A -“Amore lo so ma io non mi alzerò più fino a domani mattina perché adesso ho proprio bisogno di riposare.”

È affranto. Ma io di forze non ne ho più. Sono quasi le 22 e io corro da stamattina alle 4.30. Lui purtroppo ha pisolato in macchina nel pomeriggio ed è bello sveglio.

A – Amore cosa ne dici di mangiare un biscotto ora e domattina ti preparo una super tazza speciale con latte cereali e biscotti?

G – “Ma tutto insieme?”

Questa proposta lo ha stupito.

A – No!? Tutto insieme non ti va?

E intanto gli apro il pacchetto.

G – “Ma noooo, ma come faccio a pucciare i biscotti nei cereali? Non c’è spazio.”

Adoro quella logica surreale nei bambini.
Gli porgo un biscotto

A – “E come come facciamo allora, amore mio?”
Dà un morso al biscotto. Lo sguardo rivolto al soffitto. Pensa.

G – “Ho un’ideaaaaaa… mamma cosa ne dici se a colazione prepariamo due tazze? Una per i cereali e una per pucciare i biscotti?”

Interviene Tomaso, 12 anni, che nel frattempo se ne stava in ascolto in attesa che qualcuno spegnesse la luce ma soprattutto felice di poter contribuire all’operazione Riportiamo il Sorriso sulla Faccia di Gregorio.

T – “Anche io, anche io domattina voglio due tazze a colazione.”

Greg è esaltato. Ha avuto un’idea che piace anche al suo fratellone. Che orgoglio!

A – “Dai Greg, siamo già a quattro tazze. E siccome anche io voglio cereali e biscotti a colazione, sul tavolo ce ne saranno ben sei.”

Nel frattempo ha finito il primo biscotto e attacca il secondo.

T – “Caspita se domattina tutti vogliono la tua colazione, Greg, dovremo prepararne dieci, di tazze.”

G – “Dieci tazzeeeeeee… ma sono tantissimeeeee!” e ride con quel suo timbro sonoro pieno di autentico stupore che scioglierebbe di tenerezza anche Belfagor.

Tom rincara

“Dai Greg facciamo una tazza per mangiare, una per bere, una da baciare, una la lanciamo, una la coloriamo, una che ride, una che piange, l’altra che russa perché non si è ancora svegliata…”

Adoro il nonsense dei bambini che trasforma le parole in immagini fantastiche che riempiono il tempo senza obiettivi, senza finalità. Solo colori e risate. Quelle risate piene piene, che ti va di traverso tutto ma continui a ridere con la testa indietro e gli occhi chiusi.

E giocando con le tazze a Greg è passato il malumore e anche la fame. E in pochi minuti ci siamo addormentati. Tutti soddisfatti

Nella nostra famiglia vige una solo regola “La relazione prima di tutto!”
L’abbiamo applicata anche ieri sera cercando di soddisfare il mio legittimo bisogno di riposo con il bisogno di Gregorio di mangiare.
Abbiamo evitato uno scontro trovando invece uno spunto per trascorrere 10 minuti sereni e spensierati, tutti insieme.

Ps: vi sento… vi sento… “E i dentiiiiii?” I denti se li era lavati prima. Li lava ogni sera e ogni mattina con piacere e regolarità.

Ci piace pensare che anche gli animaletti cattivi della carie ieri sera si siano addormentati sereni e soddisfatti, lasciando in pace i dentini del piccolo Greg

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