Ordine in casa – Metti a posto questa stanza!

metti in ordine la tua stanza

Ordine in casa – Metti a posto questa stanza!

E’ sempre forte fra i genitori il tema dell’ordine in casa, della necessità di insegnare ai bambini a mettere in ordine, del fatto che crescano meglio in un ambiente ordinato.

Vi dico la mia opinione, facendo una piccola analisi.

  1. Questa mania della casa perfettamente pulita e ordinata, è una cosa tipicamente italiana, quindi non è da annoverare tra le Verità Universali. In molti Paesi esteri considerati eccellenti (tipo Paesi Nordici, Inghilterra, Australia) le case sono abbastanza caotiche dentro mentre le città sono pulitissime, nessuno si permetterebbe mai di buttare una carta per terra e tutti contribuiscono all’ordine e alla pulizia.

    In Italia è il contrario, case asettiche, poi si svuotano i posaceneri delle auto nei parcheggi. Riflettiamo su questo, chiedendoci quanto sia esagerato il concetto di “ordine e pulizia domestica” dalle nostre parti. E quanto si potrebbe lavorare di più per sviluppare un concetto sociale di appartenenza e rispetto.

  2. I bambini si educano con l’esempio e non con le parole e soprattutto si auto-educano in base agli stimoli che trovano nell’ambiente intorno a loro. Questo processo di auto-educazione dura anni, molti anni, spesso i risultati si vedono quando vanno a vivere da soli e l’ordine e la pulizia diventa una responsabilità personale.

    Se un bimbo vede intorno a lui persone che tengono all’ordine e alla pulizia e soprattutto se avverte che ordine e pulizia danno benessere, gioia e armonia, allora il gioco è fatto. Il problema è che per noi adulti mettere in ordine e pulire è faticosooooooo.

    Ascoltatevi ogni volta che parlate di fare ordine in casa: che fatica, dai su, non posso mica far tutto io, son mica una schiava… etc. Così si passa il concetto che sia qualcosa da evitare come la peste, non come un piacere per sé e per il proprio benessere. Siete d’accordo

    Educare deriva dal latino E-DUCERE = tirare fuori (non Mettere Dentro.)



  3. Da anni ho scelto di mettere la relazione al centro. Metto al primo posto la gioia e la serenità, perchè la vita già ci riempie di esperienze forti e spesso dolorose, quindi evito il più possibile di creare situazioni stressanti, che comunque arrivano già da sole e abbondanti. Sono assolutamente contraria all’idea che i bambini debbano essere allenati fin da subito al dolore e alla frustrazione, perché questo troveranno nel mondo. Sono certa che così svilupperemo adulti frustrati e incattiviti, pronti sempre ad arraffare qualsiasi cosa gli dia benessere contro il benessere degli altri, in due parole: dei meschini.

Io sono assolutamente convinta che un bambino cresciuto nell’Amore (incondizionato), libero di esplorare e conoscere, conscio dei limiti che lo proteggono, ascoltato nei suoi bisogni, accontentato quando è possibile e accolto nella sua frustrazione quando non è possibile, circondato da persone serene e autentiche, che svolgono i loro compiti magari con stanchezza ma con motivazione, ecco credo che sia la situazione ideale.

 

Per concludere: senza la giusta motivazione, non ci sono i presupposti per attivare dei comportamenti corretti. E vedere tua madre che si straccia le vesti per farti mettere in ordine, come se fosse l’operazione più faticosa e insopportabile del mondo, ecco, non mi sembra una bella motivazione.



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