Urla? Un trucco per i bambini in quarantena

TIPS#2
Ecco il secondo spunto per sostenere i vostri bambini nei momenti difficili della quarantena…specie quando urlano

Siamo compressi, anzi, possiamo dire: oppressi. 

Spesse volte, durante la giornata, vorrei proprio urlare, ma non lo faccio per inibizione. 

I miei bambini urlano invece, ma lo fanno uno contro l’altro, in un gioco perverso di tensione che, non potendo sfogare in altri modi, si scaricano addosso.

Perché l’urlo è uno strumento utilissimo per scaricare emozioni forte incastrate dentro. 

Quando però li inviti a urlare come esercizio, molti bambini si vergognano, soprattutto se per anni si sono sentiti dire “Non urlare!”. 

Possiamo aggirare le loro resistenze incuriosendoli, ingaggiandoli in un gioco, in una sfida.

COME FARE

✅ Scarica una app che misura i decibel, ce ne sono diverse, basta cercare “misuratore di decibel” e chiedi loro di urlare più forte possibile vicino al telefono. 

✅ Potete invitarli a sperimentare diversi tipi di urla: profondo, lungo, corto, stridulo… usate la fantasia, ma soprattutto, incoraggiateli a urlare. 

✅ Il gioco potrebbe trasformarsi, come è successo qui, in una caccia ai suoni: quanti decibel produce la centrifuga della lavatrice? E il trillo del cellulare di papà? Oppure l’atterraggio dei piedi da un salto dal divano.

✅ Impareranno cosa sono i decibel e scioglieranno un bel po’ di tensione.

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